Mutui a Tasso Variabile

A differenza di quanto accade con i mutui ipotecari caratterizzati da un tasso fisso, nel caso dei mutui a tasso variabile si ha un tasso di interesse che varia (in genere ogni sei mesi) in relazione ad alcuni indici di riferimento. Con i mutui a tasso variabile, il tasso di interesse calcolato dall'istituto bancario nasce dalla somma di due valori ben definiti: l'Euribor (che corrisponde a Euro Interbanking Offered Rate) e lo spread. L'Euribor indica a quanto ammonta il costo del denaro per l'istituto bancario. A differenza dell'indice Euribor, lo spread è soggetto al diretto controllo della banca che offre il finanziamento e consiste in sostanza nel suo guadagno. Tendenzialmente si può osservare come le banche prevedano uno spread superiore per i mutui di maggiore durata, per quanto questa non costituisca una norma valida in ogni caso. A titolo esemplificativo: avendo un tasso Euribor pari a 2, 71% ed uno spread di 1, 34% si avrà un tasso di interesse corrispondente a 4, 05%. Una successiva crescita dell'Euribor nell'eventualità in cui l'Euribor un superiore tasso finale: nell'ipotesi in cui l'Euribor raggiungesse quota 2, 91%, il mutuatario si troverebbe a corrispondere alla banca un tasso complessivo equivalente a 4, 25% (2, 91% + 1, 34%).